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Fotocatalisi -
cos'è e come
funziona
Fotocatalisi nella natura e nella tecnologia
La parola fotocatalisi descrive un principio d’azione. Con catalisi
si intende l’accelerazione di una reazione chimica, nonché la
trasformazione tramite una sostanza (= catalizzatore) la quale
favorisce la reazione senza esaurirsi. Il catalizzatore avvia una
reazione chimica, senza però che esso si trasformi; quindi rimane
principalmente stabile.
L’esempio industriale più noto è il catalizzatore delle macchine.
Smaltisce e separa gas tossici (biossidi di azoto NOX) in sostanze
innocue. Durante questa reazione, il catalizzatore si rigenera,
rimanendo così funzionante per un lungo periodo.
La parola "foto” invece significa che la sostanza, che funge da
catalizzatore (o acceleratore) viene attivata tramite la luce.
In breve:
Con la fotocatalisi una sostanza (catalizzatore) viene sollecitata
dalla luce (="foto") a innescare o accelerare una reazione chimica
senza però consumare se stessa. Il catalizzatore ritorna dopo questa
reazione allo stato iniziale.
Il più noto esempio di una fotocatalisi è la fotosintesi
clorofilliana nelle piante: in questo caso agisce il verde delle
foglie (= clorofilla) come catalizzatore, trasformando tramite la
luce del giorno l'acqua e l'anidride carbonica in ossigeno e
glucosio (zucchero d'uva).
Colori fotocatalitici – per amore dell’ambiente e della salute
Il principio della fotocatalisi è stato sfruttato ormai anche
dall'industria del colore. Come catalizzatore viene usato un
particolare pigmento, un biossido di titanio molto fine
(=nanoscala).
Esistono diversi tipi di pigmenti. Alcuni di questi hanno la
caratteristica di innescare processi fotocatalitici. Questi
particolari tipi di pigmenti vengono mescolati nei colori, in modo
da sfruttare questa reazione chimica più rapida.
Un ossido di titanio attivo fotocataliticamente (= catalizzatore)
può generalmente degradare sostanze inquinanti organiche e odori
fastidiosi.
La reazione fa si che queste sostanze vengono trasformate in
piccole, innocue componenti. (si parla in questo contesto anche di
una mineralizzazione ossidata). Questa reazione viene innescata
dalla luce, inoltre c'è la necessità di ossigeno. La durata e
l'efficacia del degrado è dipendente dall'intensità dell'influsso
della luce, cosi come della sostanza organica contenuta.
Riassumendo: I colori fotocatalitici aiutano ad avere una
migliore qualità dell'aria!
Quando agisce la fotocatalisi?
Generalmente vale:
Più tempo e intensità ha la luce, più efficace è l'azione.
Ma luce non è uguale a luce.
Lo speciale biossido di titanio fotocatalitico generalmente
necessità della luce UV. Le giuste lunghezze delle onde che sono
necessarie per innescare l'azione fotocatalitica, dipendono anche
dal tipo di biossido di titanio, che é contenuto in un colore.
La luce UV viene assorbita in parte dai vetri delle finestre.
Tuttavia bisogna dire, che certi biossidi di titanio reagiscono
anche con comuni luci alogene.
Quali gas tossici e nocivi vengono degradati?
• emissioni nocive che derivano dall'utilizzo di un'abitazione, p.
es. da mobili o tappeti o quelle che derivano da consumo di
sigarette: formaldeide / acetaldeide.
• emissioni nocive derivanti da industrie e dagli scarichi delle
macchine, principalmente biossidi di azoto.
• sporchi a base di grassi come p. es. stereati
• anche batteri e spore di funghi possono essere ridotti con
l'utilizzo dell'azione fotocatalitica.
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